Guida ai multipliers di Deriv per il trading sulla volatilità

Scopra come i multipliers di Deriv sugli Indici sintetici consentano un trading con rischio limitato, senza swap, e con un controllo semplice e lineare dell’esposizione.

Dal team Deriv · 21 November 2025 · 14 min di lettura

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I multipliers di Deriv Le permettono di regolare con precisione l’esposizione su ogni trade, mantenendo la perdita massima limitata al Suo stake. Sugli Indici sintetici (Volatility), questo offre un potenziale di guadagno in stile leva finanziaria con un limite di perdita semplice e trasparente, senza margin call né finanziamento overnight.

Nel 2025, Deriv ha ampliato le gamme dei multipliers e introdotto indicazioni più chiare direttamente in piattaforma, consentendole di adattare l’esposizione alla volatilità attuale e al livello di convinzione con meno attriti. Questi miglioramenti, insieme ad analisi integrate e collegamenti didattici approfonditi, rendono il trading con multipliers più accessibile sia ai trader alle prime armi sia a quelli esperti.

Riepilogo rapido

  • Cosa fanno i multipliers: amplificano la sensibilità della Sua posizione ai movimenti di prezzo, limitando al contempo il ribasso allo stake.
  • Perché i trader li usano: nessuna margin call, nessuna commissione swap, P/L lineare e prevedibile.
  • Novità del 2025: step dei multipliers più granulari, prompt di sensibilità più chiari e collegamenti didattici approfonditi.
  • Quando danno il meglio: gli Indici sintetici attivi 24/7 Le permettono di calibrare l’esposizione senza rischio legato a notizie o calendario.
  • Come iniziare: allinei il multiplier alla volatilità; mantenga lo stake ≤1–2% dell’equity; analizzi i risultati per fascia di multiplier.

Cosa sono i multipliers di Deriv e come funzionano?

Un multiplier è un’impostazione che sceglie prima di aprire un trade e che determina quanto il Suo stake guadagni o perda per ogni variazione percentuale dell’indice sottostante.

Formula di base:

P/L = Stake × Multiplier × % variazione del prezzo

La Sua perdita è rigidamente limitata allo stake perché il contratto si chiude automaticamente quando la perdita non realizzata equivale al Suo stake. Non ci sono margin call, nessun rischio di liquidazione oltre lo stake e nessun addebito swap overnight sui contratti multiplier.

Questo è diverso dai prodotti a leva tradizionali come i CFD, in cui l’esposizione è presa a prestito tramite margine e può comportare perdite superiori ai fondi disponibili. I multipliers semplificano tutto questo definendo in anticipo la perdita massima possibile, rendendoli naturalmente adatti ai trader retail che cercano trasparenza e rischio limitato.

Leanne Smith, Deriv Education Lead, spiega:

«I multipliers semplificano il controllo dell’esposizione. Conosce sempre la perdita massima prima di entrare nel trade, e questo rende la gestione disciplinata del rischio molto più semplice rispetto ai prodotti a margine.»

Poiché la sensibilità è lineare nel multiplier (raddoppia il multiplier → raddoppia l’impatto per tick), la Sua esposizione è più facile da pianificare. Può prevedere profitti e perdite direttamente dal movimento del prezzo, favorendo una pianificazione del rischio coerente e una visualizzazione chiara dei risultati.

In che modo i multipliers influenzano gli Indici Volatility?

Gli Indici sintetici (Volatility) sono progettati per essere negoziati 24/7, indipendentemente da notizie del mondo reale o dati macroeconomici. Questo significa che i trader possono concentrarsi esclusivamente sui segnali tecnici e sulle condizioni di volatilità.

Questa continuità rende gli Indici sintetici ideali per il trading con multipliers: può impostare livelli di esposizione precisi senza preoccuparsi di notizie notturne o gap di liquidità. Inoltre, consente test nel weekend, iterazione delle strategie e trading basato su routine, attività difficili da sostenere nei mercati tradizionali.

Principi di base: sensibilità, effetti del tick e limite massimo

  • Impatto per tick (circa): Stake × Multiplier × TickSize.

Esempio: TickSize 0,01%, Stake USD 10, Multiplier 150× → ogni tick ≈ USD 0,15 di P/L.

  • Distanza dal limite massimo: il movimento percentuale sfavorevole che esaurirebbe lo stake è pari a circa 1 ÷ Multiplier.

Esempio: a 200×, un movimento sfavorevole di circa 0,50% raggiunge il limite; a 80×, circa 1,25%.

Consideri il multiplier come la pendenza della Sua curva di payoff: pendenze più elevate amplificano il potenziale di rendimento, mentre pendenze più basse offrono più “spazio di manovra” prima di raggiungere lo stop out.

Mini-scenari pratici (numeri illustrativi)

  • Sonda in un mercato tranquillo: Stake USD 8, 60× → per tick ≈ USD 0,048. Un movimento di ±0,40% ≈ ±USD 1,92; il caso peggiore è limitato a −USD 8.
  • Breakout confermato: Stake USD 12, 200× → per tick ≈ USD 0,24. Un impulso del +1,2% ≈ +USD 28,80; il caso peggiore è limitato a −USD 12.

Questi risultati semplici e basati su regole rendono i multipliers più facili da modellare, registrare nel journal e perfezionare.

Grafico a linee che mostra profitto e perdita rispetto alla variazione di prezzo per multipliers 50×, 150× e 300× con ribasso limitato

Quale livello di multiplier si adatta al Suo stile di trading a rischio limitato?

Tabella 1: Fasce di multiplier per situazione

Situazione Obiettivo Fascia iniziale Perché
Range ristretto, ATR basso Testare la direzione, evitare il whipsaw 50×–100× Impatto per tick più contenuto mentre si verifica il bias
Breakout pulito + retest Seguire l’impulso 120×–200× Trasforma piccoli movimenti % in P/L utili
Pullback dopo la rottura Aggiungere dopo la conferma 150×–250× Posizioni stratificate mantengono separati i limiti massimi
Espansione instabile Resistere al rumore 60×–120× Più spazio di manovra prima che lo stake venga consumato

Casi limite da pianificare:

  • Raggruppamento della volatilità: quando l’Average True Range (ATR) aumenta, riduca il multiplier per estendere il tempo di sopravvivenza.
  • Continuità vs gap: gli Indici sintetici sono negoziati in modo continuo, quindi gli stop out dei multipliers avvengono su una serie di prezzi fluida, non attraverso salti overnight.
  • Finanziamento: le posizioni sono senza swap, consentendole di mantenere più a lungo setup tattici senza sostenere costi di interesse.

Quali sono le migliori strategie con multipliers sugli Indici sintetici?

1. Scalping (precisione nei micro-movimenti)

Si concentri su Volatility 25/50/75 con multipliers moderati (50×–120×). Usi grafici a 1–5 minuti, segnali RSI o EMA e criteri di uscita stringenti.

  • Obiettivo: cogliere movimenti piccoli e frequenti mantenendo i drawdown minimi.
  • Perché funziona: la ripetizione frequente costruisce potenziale di compounding e la perdita limitata consente un’iterazione disciplinata.

2. Momentum (dopo la conferma)

Operi sulle continuazioni direzionali su Volatility 75/100 o sugli indici Crash/Boom. Parta da circa 150×, aumentando a 250×–300× dopo la conferma.

  • Perché funziona: i multipliers amplificano linearmente le fasi di trend, consentendole di capitalizzare su una struttura di mercato chiara senza bloccare eccessivo capitale.
  • Suggerimento: usi stake più piccoli per multipliers più elevati; l’esposizione effettiva cresce rapidamente oltre 200×.

Secondo Amir Rahman, Product Manager di Deriv:

«Le strategie momentum traggono il massimo vantaggio dagli strumenti con payoff lineare. Il ribasso limitato dà ai trader la fiducia necessaria per restare in un movimento forte senza preoccuparsi della pressione del margine.»

3. Hedging e compensazioni

Apra trade opposti con multipliers diversi per stabilizzare la varianza del portafoglio.

  • Esempio: Long su Boom, short su Crash con un’esposizione controbilanciante più piccola.
  • Vantaggio: attenua le oscillazioni dell’equity del conto e aiuta a mantenere l’equilibrio dell’esposizione durante i picchi di volatilità.

4. Swing trading (pattern multi-sessione)

Per i trader che preferiscono mantenere le posizioni più a lungo (1–3 giorni), si concentri su Volatility 25/50 o Step Index.

  • Usi multipliers 100×–200×.
  • La struttura senza swap rende la detenzione prolungata più efficiente in termini di costi.
  • Li combini con filtri ATR per adattare dinamicamente l’esposizione.

5. Scaling a gradini («test and prove»)

Stratifichi le posizioni in sequenza man mano che si accumula la conferma.

  • Apra una posizione di prova iniziale a 60×.
  • Aggiunga una seconda a 120× dopo un movimento favorevole del +0,5%.
  • Aggiunga una terza a 180×–200× dopo il +1,0%.

Ogni ticket ha il proprio limite massimo, mantenendo una chiara separazione del rischio.

6. Trading basato su regole e automatizzato

Crei la logica in Deriv Bot o via API per regolare i multipliers in tempo reale.

  • Esempio di logica:

if ATR < 0.3%: multiplier = 150

elif ATR < 0.6%: multiplier = 100

else: multiplier = 60

L’automazione garantisce coerenza e riduce le decisioni emotive, risultando particolarmente utile in ambienti volatili.

Come può migliorare la gestione del rischio con i multipliers?

Dimensionamento della posizione

Segua la regola dell’1–2% dello stake per trade. Se l’equity del conto è di USD 1.000, non rischi mai più di USD 10–20 su una singola posizione.

Questo garantisce un’esposizione controllata e una crescita dell’equity regolare anche durante una serie di perdite.

Allineare l’esposizione alla volatilità

  • Se la volatilità aumenta, riduca il multiplier; se diminuisce, lo aumenti moderatamente.
  • Fasce di esempio in base all’ATR% (indicative):
    • <0,3%: 150×–300×
    • 0,3–0,6%: 100×–200×
    • >0,6%: 50×–100×

Diversificare tra gli indici

Ogni Indice sintetico ha una propria impronta di volatilità.

Combini Volatility 50, Volatility 75 e gli indici Crash/Boom per diversificare l’esposizione senza estendere eccessivamente il margine.

La diversificazione attenua le oscillazioni di profitto e perdita (P/L) e crea un vantaggio statisticamente più coerente.

Routine e comportamento

Operi in finestre prestabilite (ad esempio, due sessioni da 90 minuti al giorno).

Limiti il numero di setup e utilizzi una “regola della pausa dopo tre perdite” — smetta di fare trading dopo tre stake colpiti consecutivamente.

Sinistra: grafico che mostra la zona di efficienza personale e il journal delle operazioni con ATR e risultati | Destra: vista di Google Docs che mostra la sezione Routine e comportamento con grafico di efficienza personale

Tenga un trade journal in cui annota indice, multiplier, ATR, stake e risultato. Nel tempo, emergeranno pattern che mostrano le Sue zone di volatilità più redditizie. Questi dati definiscono la Sua zona di efficienza personale, cioè l’intervallo in cui ottiene le migliori performance e su cui dovrebbe concentrare la Sua attività di trading.

Jason Tan, Quant Analyst di Deriv, spiega:

«I trader che registrano le performance dei multipliers per regime di volatilità tendono a evolvere più rapidamente. Non si può ottimizzare ciò che non si misura.»

Novità del 2025

  • Step dei multipliers ampliati sui principali indici per una precisione più fine.
  • Prompt contestuali in piattaforma (ad es. «A 300×, un movimento sfavorevole dello 0,30% consuma il Suo stake»).
  • Formazione collegata in modo approfondito ai tutorial di Deriv Academy e alle spiegazioni prodotto.
  • Documentazione aggiornata che collega le famiglie di volatilità alle fasce di multiplier consigliate.

Nel complesso, questi aggiornamenti rendono più facile imparare, testare e applicare dinamicamente i multipliers, migliorando sia l’esperienza utente sia la sicurezza del trading.

Tabella 2: Multipliers vs CFD (margine)

Caratteristica Multipliers CFD (margine)
Limite di rischio Limitato allo stake Può superare il deposito (senza protezioni)
Controllo dell’esposizione Multiplier per singolo trade Livelli di leva finanziaria fissi
Requisito di capitale Stake basso (ad es. USD 1–50) È richiesto un deposito a margine
Costi overnight Nessuno (senza swap) Possono applicarsi swap/interessi
Chiusura del trade Chiusura automatica allo stake Regole di margin call/close-out

I multipliers offrono ai trader la flessibilità della leva finanziaria senza la complessità della gestione del margine o dei costi di finanziamento. I CFD, pur essendo potenti, richiedono una struttura di capitale e rischio più robusta, rendendo i multipliers la scelta più trasparente e adatta al retail.

In che modo le piattaforme Deriv supportano il trading a rischio limitato?

L’ecosistema di Deriv garantisce che il trading con multipliers si integri perfettamente sia nei flussi di lavoro manuali sia in quelli automatizzati.

  • Deriv Trader: la piattaforma principale per i multipliers, con visibilità in tempo reale del limite massimo e slider interattivi per la sensibilità.
  • Deriv GO: parità mobile per monitorare e regolare l’esposizione, con avvisi quando le condizioni di volatilità cambiano.
  • Deriv Bot: consente l’automazione del trading basata su regole. Può definire trigger di volatilità, assegnare risposte dei multipliers e registrare i risultati per la revisione.
  • Deriv MT5 (CFD): completa i multipliers consentendo hedging avanzato e gestione dell’esposizione multi-asset in un unico portafoglio.

Tutte le piattaforme si collegano tramite il Deriv Wallet, garantendo una gestione unificata dei fondi e una sincronizzazione fluida dei trade.

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